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Verdure ripiene

L’estate comincia ufficialmente il giorno delle prime verdure ripiene. Potrebbe essere veramente estate senza? Credo di no. Melanzane e peperoni ripieni portati in spiaggia, mangiati ad orari improbabili, digeriti dopo ore, accompagnati dall’immancabile tisana digestiva al finocchio. Insomma, i ricordi d’infanzia del sud.

Nella mia famiglia, ormai, sono scomparsi i classici profumi mediterranei, lasciando il posto a curcuma e zenzero, ficcandole pure dove non c’entrano niente. Oltre al fatto che le devi sapere usare. Un esempio a caso: mia madre affetta lo zenzero e lo mangia in insalata. Sono gusti eh, ma preferisco un ravanello.
Ho voluto quindi riappropriarmi di quelli che erano i miei sapori e i miei odori, mediterraneizzando il mediterraneizzabile.
Spesso si guarda alle altre culture come fossero migliori di quella in cui siamo cresciuti. L’Italia vanta una tradizione erboristica, di piante medicinali e aromatiche, non indifferente; si predilige magari una cultura orientale, che io stessa adoro, che studio e che mi incuriosisce, ma che dista da noi per rimedi e forma mentis. Abbiamo, probabilmente nel giardino di casa, diverse piantine che potrebbero tornarci utili, senza scomodare la flora non autoctona (che poi io sono la prima che si impasticca di zenzero per non vomitare sull’aereo, ma tant’è). Spesso mi ritrovo a discutere riguardo le proprietà miracolose di frutta e verdura tropicali, come quantità di vitamina C (ci dimentichiamo per esempio del mediterraneo olivello spinoso Elaeagnus rhamnoides) o delle incredibili proprietà degli antociani che solo i frutti tropicali possono avere (i frutti di bosco non ci piacciono?). Ritornerò con una mia filippica in merito, nel frattempo la ricetta.

Ho scelto una melanzana nera lunga, sedano, prezzemolo, peperone verde dall’orto calabresissimo dei parenti, il peperoncino del banco di Rosanna di Fossacesia, rosmarino da me raccolto essiccato e macinato da un altro orto calabressissimo dei parenti. E sul resto non ho la filiera tracciata 🙂

Ho lavato e pulito due melanzane lunghe, le ho tagliate a metà e le ho scavate con un coltello affilato, lasciando mezzo centimetro o poco meno di polpa. Ho salato e lasciato riposare. Nel frattempo ho tagliato a fette 2 spicchi d’aglio, li ho fatti stufare con un filo d’olio e acqua, ho unito 100 g di fregola sarda e l’interno delle melanzane ben tritato, ho sfumato poi con mezzo bicchiere di vino bianco. Ho insaporito con sedano e gambi sottili di sedano ben tritati, peperoncino in polvere e tanto rosmarino. Ho aggiunto acqua e ho portato quasi a cottura il cereale.

ripieno

Ho lasciato la fregola ben al dente così che potesse finire di cuocere al forno. Ho tolto la padella dal fuoco e ho aggiunto il bulgur reidratato e fermentato, prima che diventasse kechek el fouqara (le informazioni su come farlo sono qui), con qualche cucchiaio di liquido di fermentazione, che aiuta a tenere ancora liquido il composto. A questo punto si assaggia: io non avevo messo sale prima del bulgur, che è già salato e saporito di suo. Importante importantissimo assaggiare e verificare se il ripieno di piace o no, anche perché se non piace il ripieno è inutile proseguire 😀
Non ho dosi precise del bulgur che ho aggiunto, circa una decina di cucchiaini, ma dipende dai gusti.

Ho ripreso le melanzane e le ho riempite con la fregola ormai tiepida; con le dosi sopra descritte ho riempito due melanzane lunghe ed un peperone che ho lavato e pulito al volo, avanzando un’altra mezza porzione di fregola. Il ripieno che avanza, circa mezza porzione, non è polpettabile (ricordo che da piccola evitavo le verdure e mangiavo esclusivamente il ripieno, che, se avanzava, veniva fatto a polpette e passato al forno nella stessa teglia), rimane slegato, ma può essere mangiato tal quale il giorno dopo.

Ho unto una teglia, ci ho posto le verdure grigliate e le ho cotte a 190°C per 30 minuti in forno statico + 10 minuti in modalità ventilato. E niente, sono molto meno unte di quelle che mi faceva mia nonna (anche meno onnivore) ma effettivamente sono anche molto più digeribili!
Così è nato l’amore tra me e la fregola ♥♥♥

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