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London street food

Siamo ancora alla fase della frase “ma quindi cosa mangi?”. Cioè ragà basta. Datevi una svegliata.
Anche andando nel più piccolo supermercato della più piccola città si trova tofu e seitan. FIGURIAMOCI se non trovo della frutta. Perché non prendiamo l’ottima abitudine di pensare prima di parlare?Pare che al mondo non ci sia niente di commestibile per i vegani. Ma santocielo, aprite gli occhi.
Pure i bar di Savigliano ti preparano il cappuccino con latte di soia e lo puoi tranquillamente accompagnare con un croissant VEGANO.

In più “ommioddio, ma devi viaggiare?!non troverai niente da mangiare”. Già. A Londra chiaramente non ci sono mercati né supermercati. La situazione è dura.
Ma davvero eh, me l’hanno chiesto TUTT*. Va bene. Come se fossi una che non mangia.

Ho lavorato moltissimo sul mio centro interiore ripetendo il mantra “sono una persona zennnnnnnn molto zennnnnnnn. calllllllllmaaaaaaaa. trrrrrrrrrranquillaaaaaaaaaaaaaa”.
Poi grazie al cielo sono partita.

I miei piani prevedevano banane a partire da colazione fino al primo raw juice bar. E per cena avevo in mente GRASSI piani.

Mi dicono che è stato proprio così.

La colazione (alle 1130) con le samosa indiane è stato solo un dolcissimo e speziatissimo sogno. Non mi sono distrutta di cibo, DIPIU’.
Il tour ha previsto la visita di soli mercati. Mercati con cibo. Cibo preparato sotto i tuoi occhi. Fritto sotto i tuoi occhi. Dietro piccoli banchetti. Banchetti che ti offrivano assaggi. Milioni di assaggi.
Quindi, chi pensava che sarei ritornata anoressica, deperita e smunta, si è ritrovato davanti una persona UNTA. Unta di fritto di involtini primavera accompagnati da salsa al curry.

Camden Market:
Effettivamente la mole di griglie è un po’ elevata, c’è questo odore terribile di cadaveri cotti. Ma stranamente quasi ogni bancarella ha la sua scelta vegetariana.
Noi abbiamo optato per un mix colombiano: insalatina mista sul fondo (con delle fogliette di barbabietola buone da far paura), quinoa, platano fritto, patate condite, lenticchie speziatissime ed altre amenità molto saporite e molto bilanciate nei sapori.
Decisamente il piatto top del soggiorno. Purtroppo no foto, era così buono e invitante che ho dimenticato di fotografarlo.
Abbiamo poi assaggiato il piatto thai: thumbs up per la porzione abbondante, si vede che faccio simpatia 🙂
E in ultimo il fantastico falafel, tutto vegano, pure la salsa bianca. Vi amo e vi adoro.
Come snack ci stava qualche samosa fritta.
Vi amo banchettari. Lunga vita e prosperità.

Brixton Market:
Molto bello. Però troppi esseri morti. Pesci grigliati, fritti, carcasse di bovini trasportate nei carrelli dai camion alle macellerie…too much.
Ma qui c’è il meraviglioso negozio Ms Cupcake: sono ANNI che guardo le foto di quelle tortine. Ho dovuto fare i conti col fatto che…sono cupcakes…e…ehm…sono dolci. Cioè sono veramente dolci. Quindi insomma, un po’ di mal di testa (dato dallo zucchero di cui il mio corpo ha fatto a meno per tanto tempo), un po’ di iperattività ed un po’ di irritabilità. Ma se vi piace il genere molto bene. Comunque quello ai lamponi era meno dolce degli altri. E, glassa a parte, le tortine erano superbuone!!

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Borough Market:

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Non so tanto bene cosa dire. Se non ci siete mai andati: ANDATECI. Sono rimasta decisamente stupita. C’è una quantità di prodotti italiani smisurata.
Pane bello e croccante oltre ogni immaginazione e impastato con pasta madre?C’è.

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Succhi di frutta di qualunque colore e sapore?Ci sono.
Snack di frutta disidratata e semi?Ci sono.

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Qualunque spezia immaginabile?C’è.

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Funghi che non avevate mai visto?Ci sono.

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Angolo bio dove poter bere succhi di erba di grano?C’è.

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Assaggini di tè nero agli anacardi e cocco in ciotoline di porcellana?C’è.
Ottime granole gluten free?Ci sono.

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E come cibo, fra i vari stand (cibo indiano e falafel vegan) abbiamo optato per l’angolo organic: lenticchie con avocado, zucchine al cumino, patate e spinaci all’indiana, barbabietole e mele, insalata di germogli di legumi. Non buono, di più.

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Showcooking di cucina con assaggi?C’è.

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Decisamente il mercato migliore in assoluto.

Spitalfields Market:
mercatino molto carino, con tanti artigiani. Abbigliamento e ornamenti da acquistare, niente cibo interessante. Ma buona tappa per lo shopping, in particolare per il banco di un ottimo, simpatico, intelligente, bel venditore 🙂

Portobello market:
Niente cibo di mio interesse, solo tante bancarelle pure quelle di scarso interesse. Ma vale la pena visitarlo anche solo una volta.

Greenwich Market:
Di nuovo cibo etnico, stavolta etiope. Tutto molto molto buono, molto speziato. Negozietti molto carini. Ma Greenwich è stupenda!!Consiglio vivamente di fare un giro.
Di fronte al mercato c’è un vegan smoothie bar. Ho mangiato anche cibo sano 🙂
Torta vegan gluten free al limone, alta più di 10 cm, e uno smoothie da fine del mondo: fave di cacao crudo, cacao in polvere, semi di chia, latte di cocco, frutti di bosco, banana, mela. Buonissimo. E poi con un banco così

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non può venir male niente.  Soprattutto se poi si mangia/beve nel parco. Con gli scoiattoli grassi. E l’osservatorio. E le volpi. E gli alberi.

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Ricordo che per aggiornamenti più frequenti, c’è la mia pagina su facebook: https://www.facebook.com/GermogliDiSoia 

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