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Volpine al grano saraceno

A volte ritornano eh…

Io…ehm…diciamo che mi sono adattata al procrastinare incessante che vedo intorno a me e che è stato parte della mia educazione. Ma ci sto lavorando per riadattarmi a me stessa. Mi sono ammorbidita troppo.
Mi piace scrivere, mi piace cucinare e mi piace mangiare (a periodi alterni) e sto ancora cercando di capire cosa mi fa stare bene, sto sperimentando il crudismo a base di frutta e qualche semino fino a cena e superare l’inverno è davvero pesante. Ogni volta che guardo le mele nelle innumerevoli bacinelle di frutta in cucina e sul balcone mi sento male. Mi ci viene proprio da piangere. Mele. Pere. Kiwi.
Sto comunque progettando il resto della mia vita ai tropici. Può anche andar bene un matrimonio programmato con un uomo meridionale coltivatore di frutti tropicali. Devo capire quale delle due opzioni sia più fattibile.
Nel frattempo mi faccio coraggio. Ci siamo. Ci siamo quasi. La primavera è alle porte. Quasi.

E nel frattempo procrastino l’eutanasia della mia macchina fotografica che non vuole collaborare. Zero.
Ma ci provo lo stesso, non sono brava a staccare e a rompere. Preferisco portarla per le luuuuuuuuuuuuunghe lunghe lunghe.

Questa volta mi sono preparata dei dolcetti. Non cucino MAI dessert per me, non mi entusiasmano. Di solito li preparo da portare alle varie cene. E invece, complice il periodo esami particolarmente stressante (perché poi me lo rendo ulteriormente più stressante: che gusto c’è altrimenti?) casa mia si è riempita di torte e biscotti. Vegane. Senza zucchero. A volte senza glutine. A volte crudisti. Una vera pacchia eh…

Dopo la mia pratica yogica quotidiana mi piace bermi una spremutona di arance al mattino o ottimo infuso di erbe seccate in proprio (tiglio, germogli di rovo, alloro, malva, melissa…Quello che la natura offre insomma 🙂 ) al pomeriggio. Visto che mi piace anche distruggermi (sempre conscia dei miei limiti eh) appena finisco di sudare sono pronta per mangiarmi sei chili di qualunque cosa. E quindi ho preparato dei biscottini favolosi da puciare nel tè.

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Il problema grosso è che sono circondata da veterinarie. E il fatto è che il loro lavoro è la loro vita (e non viceversa). E quindi anche dopo il lavoro continuano a perforarti i timpani con animalianimalianimalianimalianimali. Un esempio a caso? La storia di Ussa. Una lupa. Mica cazzi.
Stampini a forma di lupo non ne ho visti, perciò ho optato per le volpine. Adorabilissime.

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Ho usato una tazza come unità di misura (c’ho la bilancia rotta da mesi e non ho ancora avuto voglia di procurarmela, be patient). Una tazza = 250ml di liquidi, quindi basta trovare un contenitore di questa capacità e andare un po’ a occhio per le frazioni di tazza. Non siamo in alta pasticceria, l’approssimazione può andar bene 🙂

1 tazza di farina tipo 2 (la mia adorata)
1/4 tazza di farina di grano saraceno
1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci (il mio è cremortartaro misto a bicarbonato)
un pizzico di sale
1/3 di tazza di sciroppo di mais
2 cucchiai di olio (a scelta tra quelli preferiti, possibilmente estratti senza solventi)
acqua qb

Ho mescolato i solidi, ho aggiunti i liquidi (tranne l’acqua) miscelati e ho mescolato, aggiungendo PIANO PIANO l’acqua necessaria. Si deve ottenere un panetto morbido ma compatto. Ho lasciato riposare una mezzoretta, ho steso col mattarello su un piano infarinato e ho tagliato i biscotti. Ho cotto in forno caldo a 175°C fino a doratura (circa 10 minuti, ma non vi distraete!!).
I ritagli: se li re-impastate la pasta si stressa e va di nuovo lasciata riposare. Quindi, io ho messo i ritagli gli uni sugli altri e e li ho ristesi col mattarello.

Attenzione: sono biscotti per chi ha una soglia del dolce molto bassa. E hanno POCHISSIMO olio, quindi non saranno dei frollini. Ma sono perfetti per essere inzuppati nell’infuso. Per me sono buonissimi. Poi forse dovrei provarli a stomaco pieno, perché a stomaco vuoto e dopo un intenso esercizio fisico tutto sembra sempre più buono.

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