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3 settimane crudiste

Ieri è finito il mio periodo crudista/fruttariano.
Ammetto serenamente che pensavo fosse molto peggio. Ma ormai so come sono fatta, mi aspetto sempre il peggio (e alla fine il 90% delle volte è così…o almeno quando ho a che fare con esseri umani) e poi invece la situazione è meno tragica del previsto.

Mi sono lanciata in nuove ricette come quella del pane/crackers, degli spaghetti di verdure, delle creme di semi oleosi, dei frullati.

Ma spesso e volentieri ho sostituito i pasti solo con la frutta. Se la frutta è di qualità non c’è niente da invidiare a chi si abbuffa di pane/pasta/pizza. Anche perché prima di dedicarmi alla disintossicazione mi sono concessa un’ultima pizza: IL DRAMMA. Bruciore di stomaco, mal di testa, stanchezza protratti per giorni. Io ho esagerato perché l’ho farcita con le patate (della serie uccidiamoci di carboidrati), però non mi aspettavo una reazione del genere.
Quindi magari per il periodo estivo la pizza la lascio tra i pensieri delle mie paste madri.

La prima settimana è stata volta alla sperimentazione. Quindi ricette elaborate, perché alla fine a me cucinare piace. Poi, tra lo studio e lo stress e l’ansia e la pochissima voglia di dover lavare e pulire, mi sono data una calmata.
C’è stata poi la settimana fruttariana, che penso di rifare ma con delle modifiche (poi magari ne scriverò).
E poi l’ultima settimana che è stata la migliore, spesso pranzi di frutta e insalatone la sera.
Possibile che dovessi arrivare a 25 anni per scoprirmi follemente innamorata dell’insalata?!Sarà perché dopo sola frutta anche un sasso avrebbe avuto un sapore delizioso, ma l’insalata è qualcosa di fenomenale.

Mi rendo conto che già una scelta vegetariana sia considerata particolare, quella vegana è estremista, mentre quella crudista è proprio da alieni.
Però questo secondo me è proprio dovuto ad una scarsissima informazione nell’ambito nutrizionale. Il dramma. Peggio del dramma della pizza alla patate.
Quindi beh, consiglio di leggere e di documentarsi, SEMPRE. La prima scelta politica che facciamo è quella quotidiana, attuata almeno tre volte al giorno, ovvero ai pasti principali. Sapere cosa si mangia (e magari non CHI si mangia) è veramente importante per tutta una serie di problematiche fisiche.

Nonostante lo studio (3 esami, comprensivi di scritto e orale, in 3 giorni), una casa da gestire per evitare di farla finire in mano ai procioni, andare a far la spesa (perché facile avere in dispensa pacchi di pasta e riso e farina che si conservano per mesi), amici che ti cercano, imprevisti che purtroppo son capitati, sono stata BENISSIMO. Non mi sono mai sentita stanca. Sono stata sempre molto bene, anche in “quel periodo del mese” che ultimamente mi sta dando grandi soddisfazioni.

Penso che per un po’, senza darmi limiti (perché mettere dei paletti e dei limiti servono per far superare la fase critica della pigrizia), continuerò a mangiare solo crudo almeno una volta al giorno. Almeno fino alla fine del periodo esami universitari o almeno finché non andrò in Abruzzo 🙂

Quindi, questo è quello che mi son preparata, variante più variante meno.
L’insalata è il cibo più buono dell’universo. Anche più dei carboidrati. L’ho detto (poi magari qualcun* potrebbe contraddirmi dicendo che sono andata in crisi da carboidrati, ma erano momenti difficili 🙂 ).

Come abbinamenti di solito propongo:

  • insalata (ovvero verdura a foglia verde/rossa a scelta), sedano (vabbè, ogni tanto in insalata lo mangio), finocchio tagliato con la madolina, carote grattugiate
  • insalata, pomodori a cubetti, cipollotto rosso fresco, sedano
  • insalata, rucola, zucchine grattugiate
  • pomodori, portulaca, cipollotto rosso fresco [antica ricetta di famiglia calabrese 🙂 ]
  • carote grattugiate, finocchi [quando il frigo piange le uniche cose rimaste sono queste]

Ma ci sono i condimenti. Fanno la differenza. Preparo una ciotolina a parte dove emulsiono curcuma (coi pomodori è FANTASTICA), burro di semi (ovvero semi oleosi tritati fino a ridurli a burro), olio, origano, timo. Lascio riposare mezzoretta, intanto lavo e taglio le verdure. Mescolo tutto con un briciolino di sale e succo di limone appena spremuto. Meraviglia. Buono che più buono non si può.

Qui qualche foto delle mie insalatiere ben piene (ammetto che a volte ho un tantinello esagerato e ho fatto fatica a finire) che mostrano anche la mia paranoia ossessiva-compulsiva nell’avete tutto in ordine, tutto simmetrico, abbinamento dei colori.

Insalata mista con rucola, zucchine e carote grattugiate, tutto condito con l’emulsione descritta sopra e tanto basilico fresco (io lo metto intero, ma in caso spezzarlo con le mani sul momento, altrimenti si ossida):

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Insalata mista, con pomodori, rucola e carote grattugiate, condita con semi di sesamo e poi curcuma e limone.

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Insalatona del successo post esami: peperoni tagliati a cubetti marinati qualche ora in succo di limone, olio e sale, cipolla marinata per qualche ora in succo di limone, olio, sale e semi di finocchio, carote grattugiate, semi di alfaalfa, rucola e ovviamente insalata verde mista.

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Ovviamente poi dopo mescolo tutto eh e tutto diventa più bello, tutti questi colori, consistenze diverse ma tutte croccanti, sapori diversi.
E poi la mia ormai adoratissima curcuma che mi fa diventare le labbra e la cucina giallo fluorescente dà un tocco di sapore speciale.
Non so come abbia fatto a sottovalutare così tanto e per così tanto tempo le insalate. Sono meravigliose!!

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2 Comments

  • Reply
    Daria
    28 giugno 2014 at 12:29

    Beh, hai proprio ragione le insalate sono buonissime e mi sto sbizzarendo anch’io a prepararne di tutti i tipi… ottima l’idea del burro di semi… mi sa che te la copio presto!

    • Reply
      Cristina
      28 giugno 2014 at 14:14

      mi hanno regalato del burro di nocciole per il mio compleanno e mi piace tantissimo nelle insalate, dà un tocco dolce molto buono!stemperato poi dal succo di limone ben acido!buonissimo!e non c’è davvero bisogno del sale 🙂
      poi con le verdurine del tuo orto chissà che robe buone vengono fuori 🙂

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