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DisordinatOrto

Non sono sparita, sono solo in vacanza 🙂
E mentre sono qui in Abruzzo (qualche aggiornamento sulla mia pagina fb) penso ai miei pomodorelli e ai tifoni che invadono Torino.

Ho cominciato qualche mese fa e non sapevo esattamente cosa aspettarmi. E’ stato tutto un “vabbè proviamo”.
E alla fine per essere il mio primo orto sono molto soddisfatta.

Comunque sì, lo ammetto: pensavo fosse più semplice. INVECE NO!

Il problema principale è stato scontrarsi con la famiglia.  Ogni volta “perché l’orto è così?ma non è un orto!” e tutti giù a ridere. Insomma, vige la regola del “si è sempre fatto così quindi continuo a farlo così perché è giusto” e il mio povero orticello si è preso tante brutte parole.

Ma nel frattempo tutte le piante crescevano e crescevano e crescevano quindi ad un certo punto gli epiteti sono stati messi da parte. O forse è stato merito mio, che ho convogliato tutte le mie energie per creare epiteti rivolti a chi invece di epiteti era il creatore.

Comunque, i pomodori m’hanno dato una soddisfazione immensa. Sono cresciuti tantissimo in altezza, larghezza e cespugliosità. Però devo ammettere che sono difficili da gestire. Insomma, io li ho trapiantati e ho detto loro “beh, fate come vi pare” finché non sono diventati dei cespugli con rami e rami e rami e rami  pronti a fruttificare. Incredibile. Però per migliorare la produzione (rabbrividisco a pensare che io possa dire una cosa del genere) non posso tenere tutti i rami. Ora, io non ho il cuore tenero, proprio per niente, però quelle piante è come se fossero figlie mie: non mi va di scippar loro i rametti senza pietà. Però ogni volta che  metto piede  nel mio DisordinatOrto quelle cinque (più tre) piante di pomodori hanno un ramo in più. Per di più ben formato. Per di più in fioritura. Per di più quasi con pomodori.
Non me la sento di mutilare nessuno. Ho deciso quindi di lasciar far loro quello che vogliono, li lego solo quando vedo che stanno diventando troppo grossi e pesanti.

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Per il resto, tutto cresce e stracresce.

Nella prima aioletta ci sono i nasturzi: hanno avviluppato la brutta rete messa lì proprio per far loro da sostegno. Sono diventati enormi e sono sempre fioriti. Ho scoperto da pochissimo che è commestibile quindi ogni tanto raccolgo fiori e foglie e le unisco alle insalate.

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Insieme a loro cresce anche un peschino, che ho trovato germogliato in compostiera e ora è alto almeno il doppio di quand’era così

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Nella seconda aioletta ci sono:
– rabarbaro: è diventato ENORME. Ogni settimana raccolgo qualche fusticino che trasformo poi in biscotti ripieni e crumble.
– coriandolo: beh che dire…dovevo informarmi prima. Il coriandolo ha un odore e un sapore che a me vanno venire proprio da vomitare. Ho provato a cucinarlo e mangiarlo, ma la sola presenza appestava tutta la cucina. L’ho cimato e stracimato. E poi l’ho lasciato andare in fiore perché non sapevo più cosa fare. Si è allargato sul rabarbaro, sul timo, sulle fragole e sul vialetto. Si è trasformato in un mazzo di fiori. L’ho tagliato alla base una volta secco e ho preso tutti i preziosi semini 🙂
– fragole
– cipolle
– agli
– pomodori  nati spontaneamente

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Nella parte più fresca ci sono:
– consolida: mi viene difficile pure descriverla, ha delle foglie GIGANTI che con una potrei farci il ripieno di una porzione di ravioli.
– echinacea
– pomodori nati spontaneamente
– lamponi

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In centro troviamo un piccolo pero malaticcio. Convive con le piantine di senape che non vedo l’ora di raccogliere!

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Nell’altra aioletta ho messo quello che non ci stava da altre parti: borragini, barbabietole, erba di s. pietro, timo.
Spontaneamente sono spuntate calendule e pomodori (che hanno divorato il timo).

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Cominciano poi i filari.

Il primo è di cipolle a spinaci i quali hanno lasciato il posto ai peperoncini (cresceranno?!).

Poi ci sono i cavoli cappucci che sono stati presi d’assalto dalle cavolaie, ora pare che l’allarme sia rientrato. E alla fine del filare c’è la lavanda abbondantemente potata dopo la fioritura 🙂

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E i pomodori. Meravigliose piante di pomodori: ciliegino, s. marzano e cuore di bue. Ai piedi di queste si trovano i basilichetti.
Ci sono anche timo limonato, amaranto rosso, cumino e luffa.

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E poi le amiche zucche che regalano meravigliosi fiori e anche un tenerissimo frutto

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e le amiche calendule, sempre attive che hanno sopraffatto e ucciso le bietoline.

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Per finire una visione d’insieme, del prima-durante-dopo il mio passaggio 🙂

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4 Comments

  • Reply
    Daria
    6 agosto 2013 at 12:40

    Come ti capisco i commenti con orti liberi e selvaggi (anche il mio è così ) si sprecano. Poi però è bello vedere le facce quando si raccoglie e quando dico che non ho dato acqua quasi mai. Magari se ti avanzano semi facciamo uno scambio, ti andrebbe?

    • Reply
      Cristina
      6 agosto 2013 at 15:35

      ASSOLUTAMENTE SI’!!!!
      era già nei miei piani 🙂
      ti faccio sapere poi quali semi riesco a conservare 😀

  • Reply
    Elenakis
    6 agosto 2013 at 13:45

    Che bellooooooo!!! Ecco…ogni volta che vedo qualcosa di tuo, tipo orto o ricette mi viene voglia di copiarti…così come quando vedo la mia nonnina nell’orto! Poi vedo anche quanto tempo ci dedica…e capisco di non essere la persona adatta. Quando sarò vecchia e senza un soldo saprò come fare…nel frattempo…vorrei provare i ravioli di consolida! 🙂 ciau Cri

    • Reply
      Cristina
      6 agosto 2013 at 15:37

      😀
      daje, metti due vasi sui balconi!!!
      e poi potresti pure creare qualcosa di architettonicamente bello 😉

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