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Profumi, Musica, Colori, Cibo

Profumo.
Questo è il tema mensile del mio corso d’erboristeria.

Non avevo intenzione di frequentare il corso, alla fine cosa potranno mai avere di speciale i profumi. Poi invece l’insegnante ha detto che avremmo parlato di oli essenziali (non avevo fatto il collegamento, per me un olio essenziale è diverso da un profumo) e così mi sono convinta.
Mai scelta fu più giusta.
Perché non c’è niente di più complesso di un profumo. Ho scoperto che l’olfatto è l’unico senso ancora sconosciuto, non si capisce bene come funzioni, ci sono ancora delle teorie. Per me invece l’olfatto non aveva tutta questa rilevanza, ma studiare e capire serve anche per rivalutare alcune opinioni, come in questo caso, e ne sono molto contenta. Oltretutto queste lezioni sono un misto di arte, filosofia, femminismo, architettura, musica, fisica, vibrazioni, fisica quantistica, colori, medicina, chimica, biochimica, astri. E sono tutte collegate. Quindi insomma, esco da queste lezioni con gli occhi luccicanti pensando a quale tema approfondire per primo.

Ho scelto di creare un piatto per l’occasione. Un Piatto-Profumo.
Un profumo è formato da note di testa, di cuore e di base.
Le note di testa sono le prime che si sentono e anche le prime a volatilizzarsi. Ho scelto la Rémoulade di sedano rapa per rappresentare queste note, perché ci ho messo un po’ di limone oltre all’aceto (e il profumo di limone è una tipica nota di testa) e anche perché è la prima cosa che si mangia di questo piatto.

Si passa poi alla nota di cuore, la frittatina di farina di ceci con asparagi selvatici. La nota di cuore è la nota centrale di un profumo. Gli asparagi selvatici non sono proprio tipici delle note di cuore, ma hanno un sapore molto intenso. Sono amari.
E’ un bel momento la raccolta degli asparagi, me lo ricordo da sempre come un momento di famiglia. Tipico del periodo di pasqua, quando, dopo pranzo, si va a fare una passeggiata per smaltire un po’ gli eccessi di cibo, e si va nel bosco, dietro casa, con un sacchetto di plastica a testa. Si parte, si va, ci si infila nel bosco, ci si urla per chiamarsi e capire dove sono gli altri, si ride. Finita la raccolta si torna a casa, si fa merenda (della serie “ho smaltito ora devo reimmettere zuccheri nel mio organismo”) e per la sera si preparano le frittate di asparagi, da mangiare insieme agli avanzi del pranzo.
Quest’anno siamo andati a raccoglierli di nuovo (l’anno scorso no) e sono stata molto molto contenta perché è stato un bel pomeriggio, una bella giornata. Da quando mangio solo verdure (chemmagari fosse vero 🙂 ) sul tavolo dei pranzi in famiglia ci sono diverse varietà di vegetali cotti. E mangio meno del solito (proprio perché di solito non mangio solo verdure), quindi per me la passeggiata nel bosco non è stata per smaltire 🙂
E la sera non abbiamo preparato la frittata così anche io ho potuto gustare gli asparagi 🙂 che poi ho portato a casa e ho preparato comunque una frittata 🙂

Ho spiegato qui come preparo le frittatine di ceci. Per gli asparagi, li ho lavati e fatti saltare in padella con uno spicchio d’aglio, un filo d’olio e acqua.
Una volta quasi cotti (tanto poi vanno in forno) li ho messi negli stampini in silicone e coperti dalla pastella fatta riposare mezza giornata. Ho cotto in forno a 180°C fino a doratura dei bordi.

La nota di base è quella che permane anche fino a 24h. Sono note persistenti. Così ho scelto il pesto di rucola, sia per il sapore (solo a sentire l’odore di rucola mi aumenta la salivazione) che per l’odore di aglio 🙂 che permane addosso proprio come le note di base.

Sono tutti sapori forti. Molto forti. E molto persistenti.
E’ solo che tutto quello che mangio deve avere un sapore deciso, altrimenti per me sa di niente.
Il mio corpo ha bisogno di questi sapori in questo momento della mia vita, quindi io assecondo 🙂

Le frittatine, se piccole, sono perfette per un’apericena e quindi anche per il mio contest 🙂

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6 Comments

  • Reply
    Daria
    13 aprile 2013 at 22:38

    Buonissime le frittatine con asparagi selvatici, io le faccio anche con i “bruscandoli” che sarebbero i germogli di luppolo che anche noi andiamo a raccogliere più o meno con lo stesso rituale che descrivi tu! Anche per me i pranzi delle feste ormai (per fortuna) non sono più pesanti come un tempo e spesso mi ritrovo a mangiare più leggero del solito in queste situazioni, proprio perchè a casa non mangio solo verdura… 🙂 Però quest’anno da noi è stata fatta la scelta vegan da tutta la famiglia con modalità porta e offri per Pasqua ed è stato tutto bellissimo!

    • Reply
      Cristina
      15 aprile 2013 at 8:42

      che bello!!!
      io tutti gli anni preparo qualcosa anche per il resto della famiglia, ma alla fine la mia pietanza diventa per loro un contorno…

      mi devo impegnare a raccogliere più erbe selvatiche, questo è il proposito per l’anno nuovo 🙂

  • Reply
    Felicia
    15 aprile 2013 at 5:18

    Bellissime e molto invitanti, adoro queste piccole porzioni di bontà!!!! splendide 🙂

    • Reply
      Cristina
      15 aprile 2013 at 9:18

      grazie!! 😀
      ormai mi sto dando alle piccole porzioni 😉

  • Reply
    Ale
    21 aprile 2013 at 22:57

    Bello, bello, bello e tanto buonooooooooo!!! ^_^

    • Reply
      Cristina
      22 aprile 2013 at 10:08

      grazie cara!! 😀

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