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Rémoulade de “Il faut être bon mais pas con”

Dopo il mio soggiorno in Francia sono state due le cose che mi hanno lasciata perplessa.

La prima: al supermercato ci sono gli uccelli.
Ero andata a far la spesa e mentre mi dirigevo verso il reparto ortofrutta ho sentito pigolare. Ho subito pensato “ommioddio qua in Francia vendono le galline al supermercato” e già pensavo alla filippica che avrei fatto, sul come sia orribile sotto ogni punto di vista tenere in gabbia dei volatili dentro un supermercato. Poi mentre ero nel reparto e guardavo la varietà di frutta e verdura OVVIAMENTE non di stagione sentivo il pigolare sopra la mia testa. Non capivo. Poi ho guardato in alto e c’erano 3-4 uccellini che volavano. Subito ho chiesto a mia cugina se fosse stato il caso di avvertire il personale e lei  mi ha detto “ah ma no, quelli sono qui per mangiare, ci sono in tutti i supermercati”. Mah.

La seconda cosa sono stati i loculi le toilettes.
“Là c’è il bagno se vuoi darti una rinfrescata”. Dopo 5 minuti ritorna “ah ti faccio vedere la toilettes” e ho pensato “ma se me l’ha già fatto vedere…” e nel frattempo apre la porta di quello che pensavo fosse uno sgabuzzino per le scope e mi mostra il cesso. Una stanza di 2mq (GIURO, l’ho misurata) c’è SOLO il cesso. E lo scopino. E la carta igienica. E il cesto per le riviste. Effettivamente in 2mq ci sta un sacco di roba.
E alla fine ho scoperto che la parola toilette è maschile…

A parte questo, ho scoperto anche un sacco di cose…
Tipo che non vedere le montagne mi destabilizza un po’…e non sono una montagnara, però io vedo SEMPRE le montagne (ah no adesso vedo anche un inceneritore e un grattacielo, grazie Torino.) e vivere in pianura, in una pianura piatta, con collinette che per salirci di corsa non ti viene nemmeno il fiatone mi rende un po’ irrequieta.
Ma bella. La campagna francese è bella da morire. Che poi, io ho visto la campagna della Lorraine, e il villaggio contava circa 150 anime. Forse è quello che mi piaceva 🙂
E poi le mucche e i cavalli. Intorno alla mia abitazione ho trovato ben 3 allevamenti. Non sono stata contenta, ma le mucche mi piacciono parecchio quindi mi sono concentrata su quello. Non volevo farmi venire il mal di stomaco da stress.

Sono partita lasciando qui a casa tutto il negativo che potevo lasciare e per 9 giorni non ho voluto sapere NIENTE 🙂
Ho bevuto TANTO, ho mangiato, ho camminato, ho visitato un sacco di posti, ma non volevo perder tempo a farmi venire l’acidità di stomaco. Sono anche una persona che somatizza 🙂

E quindi ho visto le mucche, le ho salutate e loro mi hanno risposto 🙂
Sono stata in un maneggio e ho molestato tutti i cavalli che mi si sono avvicinati, gli ho dato un sacco di bacini e tanti grattini ma poi hanno provato tutti a mozzicarmi.
Ho visto i daini. Al parco del castello di Lunéville ci sono i daini. Ho provato a chiedere perché ma non mi hanno saputo rispondere (non i daini, le persone). Ovviamente non sono animali morti di fame, però sono sempre animali in cattività per non si sa bene quale motivo, a parte quello turistico. Roba che tipo i bambini vanno lì a dargli il pane secco a qualsiasi ora del giorno (la notte il parco è chiuso) e gli danno pure i rami da sgranocchiare.

Ho visitato Lunéville, dalle dimensioni sembra grande, ma in realtà ci abitano circa 20mila persone. E’ che i francesi non amano abitare stretti stretti come facciamo qua a Torino. Però è molto carina, ho visitato il castello che ora stanno ricostruendo dopo l’incendio di 10 anni fa e puntano molto sul turismo.

Dentro il castello c’è un’esposizione fotografica con delle BELLE BELLE foto dell’incendio e dell’inizio della ricostruzione. Vendono prodotti tipici della Lorraine, ci sono esposizioni di ceramiche locali, cene per politici. Nel parco del castello in estate fanno un sacco di manifestazioni culturali e d’intrattenimento. Sfortunatamente c’è anche un piccolo circo e uno spettacolo di cavalli. Ma insomma, nessuno è perfetto, basta boicottare determinati eventi e puntare su altro.

Tipo la casa più antica di Lunéville, la Maison du Marchand, costruita (potrebbe essere stata costruita con Grès des Vosges ma non trovo conferma) per un mercante di Lunéville che commerciava spezie per conto del Re Stanislas e della sua corte.

Sto re polacco a quanto pare ha fatto un sacco di cose buone, i francesi lo amano.

A Nancy gli hanno dedicato una piazza, dove c’è il comune (mi pare), una piazza enorme tutta pedonale accessibile da diverse vie tramite dei cancelli tutti dorati.

Il resto del tempo l’ho passato in campagna 🙂
Perché sì, è bello vedere i palazzi e le robe antiche e la storia e i parchi antropizzati e la gente. Ma tutta ste cose io ce le ho pure a Torino. Invece il silenzio NO.

Le collinette infinite a perdita d’occhio, le coltivazioni di grano e orzo, i boschetti…io ste cose non le vedo tutti i giorni.

e le uniche montagne, les Vosges in superlontananza


Quindi si cammina. Cammina tosto per chilometri chiacchierando di:

– prima guerra mondiale che ha lasciato tracce in un punto che ora è un parco naturale dove si può entrare solo se ci si associa e ci si possono raccogliere, tempo permettendo, i funghi Morchella (non so assolutamente la specie, ma sono commestibili 🙂 ) detti in francese Morilles. Mentre si cercano i Morilles infatti bisogna fare attenzione perché sono rimaste nel terreno delle punte di ferro utilizzate per fermare i cavalli. E c’è anche un vecchio ospedale ormai fagocitato dal bosco.

– bambini che la gente non dovrebbe fare e poi non curare

– vischio che ho scoperto essere un parassita!Vive a spese di altre piante e cresce a “pallette” sui rami

– prodotti tipici della Lorraine: le caramelle al Bergamotto (che non capisco come mai in Italia non le facciamo), la quiche, le Mirabelle(prugnette gialle che crescono solo lì. Han provato a farle crescere altrove ma niente da fare. Ne fanno marmellata, conservate al naturale e grappe. O almeno così le ho mangiate io. Giuro che la macedonia di mirabelles con un cucchiaio di grappa di mirabelles è la cosa più buona che abbia mai mangiato)

e i rami del mirabellier sono tutti così, mi piacciono da matti

Il resto dei discorsi s’è perso nello champagne.
Non so se ho mai bevuto così tanto, ma non credo. I francesi bevono tantissimo. Soprattutto se vogliono farti assaggiare i loro prodotti.
Nella mia top three abbiamo:

  • Champagne Rosé
  • Vin de groseille (vino di ribes)
  • un vino rosé alsaziano di cui non ricordo il nome

 

Con mio grande grandissimo ENORME stupore amo il vino rosé che fino a prima di andare in Francia lo consideravo un vino non vino, una bevanda per sciacquarsi un po’ la bocca, invece è decisamente buono.

Beh è stato un piacevolissimo soggiorno, ho mangiato bene e ho mangiato tanto.
Ho finalmente assaggiato il sedano rapa!!!!Là mangiano il céleri rémoulade.

Si lava e si pela il sedano rapa e lo si grattugia con la grattugia a fori grossi. Lo si innaffia abbondantemente (no vabbè va a gusto) di succo di limone, che serve più che altro per non farlo annerire. Intanto si prepara la rémoulade: io sono andata un po’ a sentimento, come ho visto fare 🙂

In una ciotola ho mescolato senape di Dijon (nei supermercati francesi c’è uno scaffale PIENO di senape tra le quali scegliere…) con un goccino di aceto, olio, sale e pepe. Nella vera rémoulade c’è anche la maionese o almeno il tuorlo d’uovo, ma per un’insalata “leggera” va benissimo solo la senape. Viene comunque una crema un po’ densa che va diluita con aceto qb a gusto. Si condisce il sedano rapa e lo si lascia marinare un paio d’ore.
A me il sedano proprio non mi piace, volevo assaggiare il sedano rapa pensando avesse un altro sapore (ma se si chiama sedano…). Però ben condito è buonissimo!Anche perché perde il sentore di sedano 🙂

 

La finta rémoulade però l’ho provata anche con gli avocados.
Ho trovato degli avocadinos italiani e così li ho presi. Una volta ogni tanto va bene dai 🙂
Ho unito alla salsa una cipolla rossa tagliata fine fine (a me l’han fatta mangiare con lo scalogno) e l’ho versata sugli avocados tagliati a metà e privati del nocciolo.

In Francia si mangiano queste cose come entrée, tra l’aperitivo e il piatto forte (che di solito è carne).
Mangiucchiare tante cose, tante verdurine crude ma condite (altrimenti poi dicono che si mangia roba da criceti) è un’abitudine che mi piace molto.

L’altra abitudine che hanno è quella di non criticare nessuno 🙂
Io avevo avvisato delle mie abitudini alimentari e quello che mi è stato detto da tutti quelli che mi hanno invitato a cena e che hanno cucinato per me A PARTE senza batter ciglio è stato “ah beh più carne per noi!più formaggi per noi! 🙂 ”

Mi hanno fatto delle domande, dopo di che il resto è solo un insegnamento del français populaire, ovvero delle parolacce 😉 ma anche un detto “Il faut être bon mais pas con” – “Bisogna essere buoni ma non coglioni”.

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