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Polpettine di miglio

Ogni anno febbraio per me è sempre un casino.
Sarà per la neve, sarà per gli esami, saranno le congiungenze astrali.
E poi come al solito gli impegni si sovrappongono.

Tornando alle fila generali (il mio ultimo post era più che altro la stesura di un pensiero), a gennaio ho cucinato in un circolo arci.

La serata è andata molto meglio del previsto. E non sto parlando dei partecipanti in sala (anche, ma non era di mia competenza) ma di me in cucina 🙂
Alla fine avevamo 40 coperti.
Le mie esperienze in ambito cuciniero si assestavano intorno alla ventina di persone affamate e poco esigenti che “questo c’è e questo mangi e ti stai zitto”. E comunque persone non paganti. Cucinare un menù completo per 40 persone per me era causa di ANSIA.

Io sono una persona ansiosa di mio, soprattutto se sono sotto pressione per qualcosa di importante (e d’importante in questo caso c’era la mia capacità culinaria legata alla mia scelta vegan). Fortunatamente in cucina con me c’erano Francesco e Martina che sono stati fantastici, hanno sopportato le mie ansie e le mie paturnie e mi hanno messa a mio agio. E soprattutto sono stati bravissimi a cucinare. E’ stato tutto veramente piacevole, complice anche Virgin Radio che ci ha tenuto compagnia con canzoni anni 90 legate alla nostra infanzia/gioventù. E poi gente che andava e veniva dalla cucina, camerieri, la scrittrice ed Elisa che ha avuto pietà di noi e che ci ha dato un grande aiuto. E poi i camerieri che hanno impolpettato tutto il miglio.
Insomma, è stato un grande gioco di squadra, ci siamo divisi i compiti, abbiamo organizzato il lavoro ed è andato tutto per il meglio.

Abbiamo fatto uscire le polpettine di miglio e abbiamo atteso le comande per i primi (a scelta tra due) e siamo partiti ad impiattare. E una volta usciti tutti i primi c’è stato qualche minuto di meravigliosa calma. Ci siamo goduti il momento.
Il pensiero che attanagliava la mia mente però era “appena usciranno i secondi e vedranno che non è carne si catapulteranno in cucina e mi uccideranno”. Sono anche una persona melodrammatica. Mi piace esagerare. Però ero preoccupata veramente, anche perché la cena non era stata sponsorizzata come cena vegan. E così una volta usciti i primi ci siamo rilassati e con calma abbiamo impiattato i secondi e preparato il dolce. Siamo sbucati in sala per vederci lo spettacolo. Nessuno aveva armi pronte a uccidermi, quindi pareva tutto bene. Dopo di che c’è stato il giro di genepy e poi il discorso della scrittrice, la quale ha voluto che facessi anche io il mio discorso. E così sono salita sulla panca. Urla generali di “POLPETTE!!!VOGLIAMO ALTRE POLPETTE!!!” e applausi. Ho detto qualcosa. Alter urla generali “TORTA!!!VOGLIAMO LA TORTA!!!” e applausi. E così ho detto “e comunque è tutto vegano”. E giuro che pensavo fosse palese a chiunque. Ma la sala si è ammutolita. Nemmeno uno scricchiolio o un sospiro. O un qualcosa. E’ partito allora un debole applauso da Laura seguita da Roberto. Stop. Beh…non sono entrata nel panico, però…

Così tornata in cucina mi stavo quasi disperando con Martina e Francesco che mi han detto che in realtà la gente era piacevolmente stupita, per quello non era stato detto nulla. E poi ho pensato “ma davvero non si sono accorti che non c’era carne?!bah…”. E comunque qualcuno è pure venuto in cucina a fare i complimenti. Che roba…

Bello. Bellissima esperienza che mi ha dato modo di cucinare in una VERA cucina. Cioè già solo maneggiare i fuochi è complicato, anche se la fiamma pilota è una roba troppo furba. E i lavandini giganti. E i piani di lavoro in acciaio. Insomma, una cucina professionale è figa. Ma è anche vero che io sono abituata al mio sgabuzzinetto minuscolo strapieno di roba con piani piccoli, fuochi piccoli, pentole piccole. Tutto piccolo.

Ripropongo quindi le polpettine di miglio. E’ una cosa che cucino spesso alle cene, perché sono FACILERRIME e il riscontro è sempre positivo. L’unica cosa è che a me piacciono piccoline, quindi l’impolpettamento diventa una fase lunga.

Per una decina di persone io cuocio 300g di miglio. Per la cottura basta seguire le istruzioni sul pacchetto, MA se lo comprate sfuso (bravi) la proporzione è una tazzina (o un bicchiere o una ciotola) di miglio e due tazzine (o due bicchieri o due ciotole) d’acqua fredda. Mettere tutto nella pentola con qualche granellino di sale grosso, coprire e portare a bollore. Si può unire dell’alloro o del rosmarino o della salvia per aromatizzare oppure usare del brodo. Quando l’acqua bolle abbassare la fiamma al minimo e lasciare che il miglio lentamente l’assorba. Controllare dopo circa 15-20 minuti, perché io tutte le santissime volte lo brucio. Con la scusa di “tanto è a fuoco basso” lo mollo sul fornello e invece no!Perché quel disgraziato gonfia e assorbe l’acqua in un attimo!!!Quindi, controllare ed assaggiare. Il miglio deve essere ben cotto, se si sente in bocca del granuloso allora aggiungere poca acqua calda in modo da completare la cottura. Io di solito (quando non lo brucio) spengo la fiamma quando c’è ancora un po’ acqua e tappo bene col coperchio per altri 10-15 minuti. Dopo di che va rovesciato (sarà un mattoncino) in una ciotola.
Mentre il miglio cuoce si possono preparare le verdure: io stavolta ho usato porri, carote e piselli. Ho tagliato la carota a rondelle molto sottili e l’ho messe in padella con un filino d’olio e acqua. Intanto ho affettato il porro, anche la parte verde, e l’ho unito alla carota. Ho unito i piselli che avevo in freezer, che tra un po’ avremo quelli freschi quindi bisogna far fuori le scorte 🙂 . Aggiungere eventualmente acqua e cuocere bene, poi salare.
Unire al miglio e mescolare bene. A questo punto bisogna assaggiare e aggiustare il sapore a proprio piacimento. Io ho unito semi di finocchio e pepe nero pestati, senape e succo di limone. Impastare bene e formare le polpette. 


Se le verdure sono grossine le polpette potrebbero disfarsi un po’. Io ad esempio con i piselli ho avuto un po’ di difficoltà ma basta togliere i piselli dall’esterno e metterli all’interno della polpetta. Oppure si possono tritare grossolanamente o frullare. Con carote e porri invece no problem, perché sono morbidi e si adattano facilmente alla forma.
Una volta formate tutte le polpette vanno cotte: se fa caldo e sono poche io preferisco usare la padella. Di solito uso la stessa padella delle verdure, la pulisco, ci verso un filo d’olio e ci faccio rosolare le polpette. La padella deve essere antiaderente sennò s’attaccano, anche se volete friggerle. Se invece avete cotto quantità industriali di miglio e sono uscite fuori miliardi di polpettine meglio usare il forno, che almeno si cuociono in fretta. Basta metterle su carta forno e ungerle con un filo d’olio.
In entrambi i casi sono pronte quando la superficie diventa dorata.

Io le ho servite con la maionese rosa
E con una maionese normale, spinacini crudi, e un patè di broccolo crudo.

Ma le ho anche servite col pesto di rucola o al naturale.
Insomma sono buone sempre, non necessitano una dispensa fornitissima e fanno sempre un’ottima figura!

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2 Comments

  • Reply
    Ale
    22 febbraio 2013 at 0:30

    Ma che brava!!! Complimenti, 40 persone sono veramente tante, soprattutto quando sei per la prima volta in una cucina e con solo 2 persone ad aiutarti, bravissima!!! E le polpette sono veramente belle, colorate e saranno di sicuro molto buone! ^_^

    • Reply
      Cristina
      23 febbraio 2013 at 12:56

      grazie mille Ale!!S^, è stata un po’ una sfida ma è andato tutto bene 🙂
      le polpettine sono buonissime, io le preparo spesso perché si fanno in un lampo! 🙂

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