Orti

Il cimitero delle fragole

Il Deserto del Gobi vanta ricchezza di biodiversità e clima mite in confronto al mio balcone.

Il problema principale del mio balcone è l’esposizione, in estate il sole cuoce letteralmente le mie piante per circa 6 ore al giorno (le metto all’ombra ma l’aria calda me le cuoce comunque) mentre in inverno ci sono a malapena 2 ore di sole, fa freddo e spesso c’è vento, ma vento forte. Tant’è che la settimana scorsa il rivestimento il plastica della mia serra mi è stato scippato proprio dal Sig. Vento. Io so come è successo, però non me ne capacito (intanto però ho trovato un’altra

Comunque, come accade spesso nei film ho visto scorrere davanti ai miei occhi la vita delle mie piante, dalla nascita al loro congelamento. E’ stata una mattinata orribile. Per una settimana sono rimaste tutte scoperte, alcune ce l’hanno fatta altre sono in prognosi riservata.

Anche prima dello scippo la situazione non era idilliaca. Cresceva poca roba e se cresceva fruttificava poco. Da quattro piante di fragole ho raccolto tre frutti e da cinque piante di pomodori ne ho raccolti forse una decina.
Il basilico che avevo seminato con tanto amore è stato attaccato dai parassiti che me l’hanno ucciso tutto.
Il bambù che mi avevano regalato è stato attaccato anche lui dai pidocchietti ed è morto.
L’unica pianta da fiore che avevo si è presa la ruggine.
Le fragole si sono riprodotte e poi sono morte.
La lavanda è seccata.
La salvia è malaticcia.
La borragine è stata attaccata dai parassiti.
I gerani che con tanto amore avevo salvato dal fosso dov’erano stati gettati a fine stagione ora hanno le foglie tutte bucherellate.

E mi vanno bene i fallimenti, però so anche che bisogna darci un taglio a volte.
Così ho deciso di non rifare i miei orti in cassetta e di non comprare più piante orticole. E’ uno stress per me e per loro. Basta.

Però chiaro che non smantello tutto. Ho ancora un bel po’ di semini.
Seminerò la calendula, la passiflora (che ho seminato in un periodo sbagliato però ora mi trovo la pianta, anche se non cresce non posso ammazzarla), gli spinacini.

E poi ho anche alcune soddisfazioni, come la mia Aloe.

O il mio avocado.

Io lo volevo. Volevo fortemente un avocado, lo volevo con me. E così con la CO2 nel cuore ne ho comprato uno e l’ho mangiato. E ho piantato il seme. Inutile dire che quell’avocado mi è rimasto sullo stomaco e non m’ha fatto dormire e  non l’ho digerito nemmeno masticando semini di finocchio. Sono stata punita.
Però ora lui (o lei) è cresciuto e ora è in casa a prendersi il calduccio.

E poi ho seminato nasturzi, spinacini e barbabietole (anche queste in ritardo, però sono carine 🙂 ).

Ho ancora le fragoline (alcune sono spuntate insieme ai peperoncini nel piano cimitero delle fragole).

Quindi beh io credo sia fattibile un orto sul balcone. Solo non sul mio balcone.

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