Sapone

Mi chiamavano la Saponificatrice

Beh io sto continuando a fare sapone.
Saponifico come se non ci fosse un domani.
Tant’è che ormai qualcuno in simpatia mi chiama Leonarda Cianciulli, nota anche come la Saponificatrice di Correggio.
No, non saponifico gli esseri umani, io non uso grassi animali.

Io ho deciso di fare il sapone solo con olio d’oliva. Insomma, ne abbiamo in quantità, è buono, è italiano e fa bene alla pelle.
L’unica eccezione l’ho fatta per lo shampoo solido, ho usato olio di ricino e olio di cocco, ma solo per creare uno shampoo+balsamo.

Comunque, con l’olio d’oliva si ottengono saponi meravigliosi.
E’ vero che la consistenza non è quella usuale, e come dicono le mie amiche “bisogna abituarsi”, però io trovo che la mia pelle risente di questo cambiamento e sta meglio.
Il problema principale è che l’olio d’oliva crea un sapone che non fa tanta schiuma. Avevo provato all’inizio a mettere un 5-10% di olio di ricino che fa una schiuma molto ricca, però poi ho visto che lasciando stagionare di più il sapone potevo ottenere un risultato simile (o comunque il sapone non creava quella gelatina quando lo bagnavo), quindi ho optato per questa seconda possibilità. Anche perché l’olio di ricino costa. E anche perché non lo trovo in formato maggiore ai 100ml, non posso sotterrarmi di bottigliette di olio di ricino.

Ne faccio tanto perché poi lo regalo e perché così non mi dimentico il procedimento e perché mi stufo tremendamente a lasciarlo maturare. Ci mette una vita!
Quindi ogni tanto lo recupero dalle cassette dove riposa beatamente nello sgabuzzino, me lo annuso, lo giro, guardo com’è venuto, lo rigiro, lo riguardo lo riannuso. E sto a lì a pensare a quando potrò provarlo. Perché probabilmente il mio problema è quello: lo voglio provare subito!
Poi ho capito che posso ingannare la mia mente facendo il sapone ogni 2 mesi  e una volta tagliato posso prendere quello lasciato a maturare in precedenza. Una volta finita la saponetta posso provare quello nuovo, così per capire se è venuto bene o meno, e poi tornare a quello fatto in precedenza e così non mi metto con il ditino a toccare a il sapone e a dirgli “dai sbrigati, stagionati!dai su!”

Mi sto anche attrezzando: dal cucchiaio in plastica (quello di legno nel giro di 3-4 saponificazioni si è dimezzato perché “mangiato” dalla soda), agli stampi, al mio supermeganuovopentolone (non è più tanto nuovo, l’ho già rodato diverse volte) che ha una capienza di credo 5-6 litri. E’ meraviglioso!!

Come ricette, per ora ho le mie fedelissime

ARGILLA: olio d’oliva, acqua distillata, soda caustica, olio di mandorle, argilla verde, amido, olio essenziale di lavanda, olio essenziale di tea tre

LAVANDA: olio d’oliva, infuso di fiori di lavanda in acqua distillata, soda caustica, amido, olio essenziale di lavanda

MENTA&CACAO: olio d’oliva, infuso di foglie di menta in acqua distillata, soda caustica, cacao amaro, amido, olio essenziale di menta

SEMI di PAPAVERO, LIMONE e BASILICO: olio d’oliva, infuso di limone (quello che rimane del limone dopo aver grattugiato la scorza e averlo spremuto) in acqua distillata, soda caustica, succo di limone, amido, semi di papavero, scorza di limone, olio essenziale di limone, olio essenziale di basilico

Questi sono quelli che faccio e quelli che ho provato e testato su di me e mi ci sono trovata superbene.
La saponetta all’argilla la uso per il viso e la doccia, lava meravigliosamente e non lascia la pelle secca.
Lavanda e menta&cacao li uso per lavarmi le mani.
Papavero, limone e basilico è una new entry e si è piazzato subito al vertice della mia classifica, i semi di papavero sono FENOMENALI. Ti grattugiano lievemente la pelle e ti tolgono tutte le celluline morte. Lo adoro.

Per imparare a fare il sapone ripeto: andare sul sito http://www.lareginadelsapone.com/ esplorarlo e iscriversi al gruppo su yahoo, ci sono dei documenti su come partire, sulle norme di sicurezza e l’attrezzatura.
Una volta presa confidenza poi sarà facile pensare a quali abbinamenti proporre e provare.

E qui l’ultimo pezzetto del mio primo sapone. L’ho tenuto perché volevo scoprire se dopo un anno il sapone migliora. L’ho ripreso un paio di mesi fa ed era diventato giallo. E si era indurito…mah, non so perché, però mi ha ricordato molto l’odore del sapone della nonna.
Qui le foto delle mie prime saponette.

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4 Comments

  • Reply
    Felicia
    8 novembre 2012 at 6:07

    Ti ammiro….. mi piacere fare il sapone, ma non posso anche caricarmi di questo impegno, so che non riuscirei a smettere e ho già così poco tempo…… per il momento ammiro le tue creazioni e acquisto solo saponi naturali 🙂 Un bacione

    • Reply
      Cristina
      8 novembre 2012 at 10:31

      ahahah “non riuscirei a smettere” mi piace molto. E ti capisco pure. Ognuno fa quello che può, io ho tempo e voglia e faccio i saponi, non possiamo mica fare tutti la stessa cosa!Siamo belli perché diversificati 😉

  • Reply
    Camiria
    11 novembre 2012 at 14:01

    Stupendi e tu sei bravissima, io ancora non mi sono buttata in questa esperienza per ora ammiro i tuoi 🙂 ma forse un giorno… Mai dire mai ^^

    • Reply
      Cristina
      12 novembre 2012 at 16:35

      eheh grazie!!! 😀
      mai dire mai, arriverà il giorno che deciderai di farli anche tu, oppure no.
      Tanto comunque usando prodotti cruelty free si fa già un grosso passo avanti, io li faccio perché mi diverte tantissimo!! 😉

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